Prigioni di Nerone “Cento Camerelle”

Sul panoramico poggio delle Cento Camerelle sono ubicate le strutture dalle quali deriva il toponimo odierno e che, note sin dal ‘500, erano definite dalla tradizione letteraria anche come “Prigioni di Nerone”.sia per l’intricato sistema di cunicoli del monumento che per l’intento di Nerone che qui, come racconta Tacito, accolse la madre prima di ordinarne l’assassinio.

Si tratta in realtà di un sistema di cisterne parzialmente esplorate, nate per soddisfare un enorme fabbisogno idrico di quella che doveva essere la villa sovrastante, di sicuro dotata di giochi d’acqua, ninfei e peschiere.

Il monumento è costituito da due livelli sovrapposti che mostrano un differente orientamento e sono riferibili ad epoche diverse; all’originario nucleo repubblicano furono apportate delle trasformazioni in epoca imperiale quando fu costruito il secondo livello, a testimonianza dell’ampliamento che dovette ricevere la villa probabilmente quando confluì nel demanio imperiale. Attraverso una breve scalinata si accede al piano superiore, parzialmente scavato nel tufo e ubicato a m 3 sotto l’attuale livello di campagna; questo consiste in una grossa cisterna divisa in quattro navate da tre file di pilastri e coperte da volte a botte con pozzetto centrale. I paramenti murari, in opera reticolata con ammorsature in tufelli, recano un rivestimento idraulico molto spesso e solo in alcuni tratti è presente il cordolo della tenuta stagna. Si scende al piano inferiore attraverso una rampa in ferro che giunge a m 6 sotto l’attuale piano di calpestio; qui si percorre un tracciato parziale costituito da due corridoi paralleli intersecati ad angolo retto da un terzo. Ogni corridoio è diviso in lunghi ambienti, alti m 4 circa, coperti da volta a botte e comunicanti tramite strette e basse porte con stipiti obliqui e copertura a doppio spiovente o talvolta piana. I vani sono scavati nel tufo e foderati in opera cementizia, rivestita di cocciopesto e completati alla base delle pareti dal cordone a tenuta stagna, in taluni casi presente anche negli interstizi verticali.

Le Cento Camerelle furono tappa obbligata ai tempi del Grand Tour, come dimostrano non solo le tante raffigurazioni del monumento ma anche i nomi dei visitatori scritti a carboncino, fra le quali si legge la firma del 1737 di Allan Ramsay, ritrattista ufficiale della famiglia reale di Edimburgo.Il complesso già in epoca borbonica fu oggetto di scavo, effettuati allo scopo di giungere dal pavimento della cisterna superiore ai cunicoli sottostanti, visibili solo dal versante del mare. Dal 1910 e a varie riprese, l’archeologo Amedeo Maiuri vi condusse campagne di scavo sistematiche, volte anche ad individuare tracce che potessero collegare il complesso alla nota residenza dell’oratore Quinto Ortensio Ortalo. La villa baulana dell’oratore che fu teatro di una seduta di discussione immaginaria, una dissertazione di Cicerone incantato dal panorama che si godeva da quei luoghi, tanto da essere indotto a soffermarsi a lungo su questi elementi, descrivendo un paesaggio superbo che può cogliersi solo da una terrazza alta sul mare, posta ad occupare un intero rilievo. La villa era dotata pure di peschiere, vero ma non unico motivo di vanto di questa residenza, che come racconta Plinio ospitavano esemplari ittici tanto amati da rispondere al richiamo del padrone, che arrivò anche a piangere per la morte di un amata murena. Dall’interpretazione delle fonti antiche del Maiuri, alle indagini subacquee degli anni ’50 e in anni più recenti condotti nello specchio d’acqua antistante il complesso delle “Cento Camerelle”, che individuano una villa che senza soluzione di continuità si sviluppa dalla cima del promontorio, seguendo il profilo della collina, fino alle strutture individuate a mare, come peschiere e banchine, lasciano verosimilmente ipotizzare l’appartenenza della struttura alla villa dell’incantatore di pesci.

INDIRIZZO

Via Cento Camerelle Bacoli (Na)

COME ARRIVARE

In auto:Tangenziale di Napoli – uscita Pozzuoli/Arco Felice direzione Bacoli.

Trasporti pubblici: Da Napoli Montesanto Linea EAV Ferrovia Cumana (fermata Fusaro o Lucrino) + autobus EAV (fermata via Risorgimento-via Roma).

COSTO BIGLIETTO D’INGRESSO

Ingresso libero

INFO ORARI APERTURA

Dalle 9,00 ad 1 ora prima del tramonto

per la visita rivolgersi all’Assuntore di custodia
Scotto di Vetta Antonietta
Tel. 0815233690

N. B. Attualmente il monumento è chiuso al pubblico

TELEFONO

Tel. 0815233690